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QUESTO NON E’ IL SOLITO ARTICOLO SUI BOTTI: COSA DICE LA SCIENZA E ALCUNI CONSIGLI PRATICI

 

Non vi è nulla di sbagliato nel confortare il vostro cane se ha paura dei botti. 

Molti pensano che consolare il cane quando prova paura contribuisca a renderlo ancora più pauroso. Niente di più sbagliato.
La PAURA è un’EMOZIONE non un comportamento, di conseguenza non può essere rinforzata.

 Nella scienza del comportamento animale solo i comportamenti possono essere rinforzati non le emozioni.

Dopo l’olfatto inoltre, il senso più sviluppato e specializzato del cane e degli animali in genere è sicuramente l’udito; ciò significa che percepiscono suoni e rumori con una intensità 4 volte più grande rispetto a noi. Ogni volta che sentono un botto è come se gli scoppiasse il cuore.

Alcuni consigli pratici che aiuteranno i nostri amici a superare questa notte un po’ “rumorosa”:

  • Consentire al cane di trovarsi un nascondiglio dove si possa sentire più protetto
  • Se cerca la nostra vicinanza consentirglielo, e non abbiate paura di carezzarlo o di dirgli parole dolci, non renderete la sua paura più forte di quello che è già. Voi siete il suo punto di riferimento sicuro ed è normale che cerchi di starvi vicino.
  • Camuffate il rumore dei botti fuori con musiche o Tv ad un volume un po’ più alto in casa.
  • Se possibile, preparate dei premi che il vostro cane considera molto appetitosi (pollo, formaggio o altro) che gli darete ogni qualvolta si verifica un’esplosione. Questa tipologia di premi deve essere usata solo per i rumori forti e non per lavorare su altri tipi di comportamenti. Vogliamo che il cane faccia un’associazione positiva: il rumore preannuncia qualcosa di buono (CONDIZIONAMENTO CLASSICO). Lo stimolo pauroso deve sempre preannunciare il premio, almeno nella fase iniziale di questo tipo di lavoro. Se avete la possibilità di sapere in anticipo giorni e orari in cui  i botti vengono sparati, tenete sempre a disposizione i premi di cui ho parlato sopra e dateglieli ogni qualvolta sente il rumore. Cosa importantissima, il premio va erogato 1/2 secondi dopo l’esposizione allo stimolo pauroso (in questo caso il rumore del botto) e mai contemporaneamente. Come scritto precedentemente, lo stimolo pauroso deve preannunciare qualcosa di buono

Con l’augurio che di anno in anno ci sia più consapevolezza di quanto questa tradizione sia inutile e dannosa per l’ambiente e gli animali di ogni specie compresi gli umani. Mi auguro inoltre, che in un paese tradizionalista come l’Italia si agisca qualche volta in nome della CIVILTÀ e non solo e sempre in nome della TRADIZIONE.

 

Barbara Dimitri (educatore cinofilo)

 

 

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5 cose fontamentali di cui ha bisogno il tuo cane

 

Vi è una certa confusione nell’opinione comune su quali siano le esigenze dei cani.

Cibo, acqua e una cuccia sicuramente sono fondamentali per la sopravvivenza materiale del corpo, ma da soli non bastano al suo equilibrio mentale e sicuramente non lo rendono veramente felice.
Se siete proprietari responsabili allora troverete sicuramente nella lista qui sotto 5 cose che già assicurate al vostro amico. Queste piccole 5 cose basterebbero da sole a prevenire e a risolvere ogni problema comportamentale.

Routine. I cani sono animali abitudinari. Hanno bisogno di una routine quotidiana e che sia sempre quella. Cambiamenti repentini o sorprese improvvise sono causa di stress.

Stimolazione mentale. Hanno bisogno di tenere la mente occupata con giochi, Kong (o giochi simili da cui procacciarsi il cibo) o altro tipo di attività mirata, come ad esempio addestrare il cane ad abilità particolari, giochi di fiuto ecc.

Interazione sociale. Essendo animali altamente sociali (il bisogno di socialità è un bisogno primario come il cibo e l’acqua), hanno bisogno di interagire quotidianamente con persone o loro simili. L’isolamento è una delle peggiori forme di maltrattamento che l’uomo possa infliggere a queste splendide anime.

Esercizio fisico. Di quanta attività fisica il vostro cane abbia bisogno dipende molto dall’età e dalla razza. Ad ogni modo si deve fare il possibile per assicurare al vostro amico un esercizio fisico quotidiano. Per esercizio fisico non si intende assolutamente la passeggiatina di un quarto d’ora per espletare i bisogni corporali ma passeggiate all’aperto a passo veloce o sport tipo agility che consentano al cane di stancarsi.

Una buona nutrizione. È più importante di quanto possiate credere. Molti problemi comportamentali sono causati da una dieta troppo povera o troppo ricca. Non date al vostro cane quello che capita. Leggete le etichette dei cibi preconfezionati per familiarizzare con gli ingredienti. Che gli facciate fare una dieta casalinga o industriale, chiedete al vostro veterinario di fiducia informazioni sui bisogni nutrizionali del vostro cane.

Barbara Dimitri (educatore cinofilo)

 

 

Una guida con 10 semplici regole da seguire per educare il tuo cane.

Cambiare l’approccio con il cane cambiando il modo di pensare può fare la differenza nella relazione. Le cose da fare e gli errori da evitare.

Una guida con 10 semplici regole da seguire per educare il tuo cane.Abbiamo pensato a questa guida per cercare di dare delle risposte concrete e facilmente applicabili ai problemi più comuni e ricorrenti tra i proprietari di cani.

Alcune delle domande più frequenti infatti sono: Come insegnargli a non tirare al guinzaglio? Come faccio a non fargli fare la pipì e la popò un casa? Come abituarlo alla calma anche quando è solo in casa?

In questa breve guida, facile e piacevole da leggere perché molto concreta, troverete le indicazioni sui comportamenti da tenere per dare i giusti segnali al vostro animale domestico. Per ogni problema troverete consigli e suggerimenti su cosa fare e cosa non fare.

Questi suggerimenti valgono in linea generale e per cani con particolari problemi comportamentali potrebbe essere necessario un approccio differente.

A chi non trovasse riscontro positivo, mettendo in pratica quanto suggeriamo, consigliamo di utilizzare il nostro servizio di supporto cinofilo on-line gratuito per sottoporre all’attenzione della nostra educatrice cinofila il proprio caso particolare o di scrivere nel forum per un confronto e uno scambio di idee.

Se avete bisogno di una guida e di un programma di educazione, anche di poche lezioni, è possibile concordare un appuntamento scrivendo a info@addestramentodelcane.com.

Vi lasciamo alla lettura della guida che, se volete, potete anche scaricare in formato PDF e stampare. Semplicemente registrandovi gratuitamente a questo sito, in pochi click, potrete visualizzare il link per il download riservato agli utenti registrati.

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Quando si adotta un cane pauroso

Quando adottiamo un cane ci aspettiamo che sia felice e prospettiamo per lui una vita meravigliosa.

Diamo per scontato che tanto loro sanno a cosa vanno incontro, una famiglia amorevole che lo amerà per tutta la vita. Ci aspettiamo che appena ci vedono, ci riconoscano subito come i suoi salvatori.

 

LA PROSPETTIVA DEL CANE

Ci dirà “sei la persona migliore che abbia mai incontrato. Ti sarò riconoscente e sarò un bravo cane. Avremo tante belle avventure insieme. Ti ringrazio. Guarda la mia coda, sono felice!  Quello che pensa invece è:

Chi diavolo è questa? Sembra molto carina ma perché non smette di fissarmi? Per favore non mi toccare, non mi toccare ho detto! Non ti conosco. Perché mi tocchi? Non conosco le tue mani e so che le mani fanno male. Dove andiamo? Cos’è questo rumore? E perché devo sedermi qui e tutto si muove? Per favore voglio uscire, dov’è l’uscita? Per favore smettila di guardarmi, smettila di toccarmi!

Non ponendoci alcun problema e considerando le cose dalla nostra prospettiva, diamo corso ad una serie di azioni normali per noi, tanto il cane capisce quello che stiamo facendo: li catapultiamo in macchina (non considerando magari che in una macchina non sono mai saliti), li portiamo in una nuova casa, li presentiamo a nuovi animali e persone. Incuranti dello stress emotivo a cui il cane va incontro pensiamo “lo abbiamo adottato e per questo ci deve essere riconoscente; sicuramente lui capisce che si trova nella sua nuova casa dove tutti saranno amorevoli con lui” e per dimostrarglielo, magari lo strapazziamo di coccole e carezze”.

Il mondo moderno sicuramente non è un ambiente rilassante per un cane. I cani vivono in un mondo che non fa senso per loro. È come se ci chiedessero di trasferirci in un paese dove parlano una lingua, abitudini e costumi completamente diversi dai nostri.

 

LO STRESS DA PAURA: LA FUGA O LA LOTTA

Molte volte i cani esprimono questo stress nei confronti delle “cose” estranee attraverso l’abbaio. I cani provano paura ed hanno una risposta connessa con lo stress proprio come noi umani. Quando qualcosa ci fa paura i livelli di adrenalina aumentano, il battito cardiaco anche e il nostro cervello diventa meno capace di fare scelte.

Le uniche due scelte possibili in questo tipo di condizione, quelle più istintive che non vengono elaborate nel cervello razionale ma in quello irrazionale, sembrano essere la “fuga” o la “lotta”. Quando il cervello irrazionale decide “ehi, questa cosa non mi piace!”, il talamo produce un flusso di ormoni responsabili di risposte collegate allo stress.

Avete mai provato a ragionare con qualcuno che è preda ad una forte emozione come la rabbia o la paura appunto? Avete mai provato a riportare il cane sotto controllo quando abbaia ad un estraneo per paura? Sicuramente vi sarete accorti quanto difficile sia far fronte ad una situazione di stress.

 

L’IMPORTANZA DELLA SOCIALIZZAZIONE

Durante la quotidianità il cane può incontrare una serie di stimoli che lo inducono a risposte legate allo stress. Se lo avete “socializzato” e “introdotto” a questi stimoli quando era giovane, molto probabilmente avrà imparato che questi stimoli (oggetti, persone, situazioni) non sono paurosi. Se non lo avete socializzato invece, sarà duro dimostrargli che un uomo strano con un cappello o con un ombrello non è qualcosa di cui aver paura.

L’altro giorno in spiaggia Nelson ha incontrato una boa arenata sulla riva, cosa che non aveva mai visto in vita sua. Ha iniziato dapprima ad indietreggiare nel tentativo di “fuggire” dallo stimolo, poi ha messo in atto il comportamento contrario, ha iniziato a mostrare i denti e ad abbaiare nel tentativo di “lottare” contro la boa. Finalmente ha capito che il “mostro” non si muoveva, non reagiva, e ha deciso, con una certa curiosità, di andargli più vicino per capire di cosa si trattava. Ha alternato avvicinamenti e repentini indietreggiamenti fino a quando il suo cervello razionale ha preso il sopravvento su quello irrazionale e non gli ha comunicato che non c’era motivo di spaventarsi.

 

I SEGNALI DELLO STRESS

Quando siamo in stress il nostro corpo produce adrenalina e cortisolo che ci induce a scappare o a lottare. Una normale risposta allo stress include:

  • Evitamento: non guardare, indietreggiare, cercare un rifugio sicuro
  • Aggressione da difesa: ringhiare o abbaiare
  • Cercare il contatto visivo o del corpo con umani o altri compagni pelosi per essere rassicurati (per es.nascondersi dietro le gambe).

Quando i cani non possono scappare o lottare, ci sono altri comportamenti e atteggiamenti legati allo stress che mettono in atto. Riporto qui una lista di quelli più frequenti:

  • leccarsi le labbra
  • orecchie basse
  • lineamenti della faccia tesi
  • ansimano
  • posture basse del corpo
  • movimenti lenti.

linguaggio del cane

Molto probabilmente in una situazione molto difficile emotivamente, quando lo stress è tanto, rifiutano il cibo o il premio che gli si vuole usare per controcondizionarli a vincere la paura.

Se lo stimolo pauroso si allontana, la situazione ritorna alla normalità. Il corpo non produce più ormoni dello stress ed entro 7/10 minuti l’adrenalina e il cortisolo presenti si sono dissipati.

Quando abbiamo a che fare con un cane pauroso adottato da un canile o strappato ad una situazione di isolamento (per es. una cucciolata trovata in una campagna) adottiamo un animale che è già in una situazione di stress o è predisposto ad una risposta legata allo stress molto forte nei confronti degli stimoli nuovi.

 

LE ATTIVITÀ SOSTITUTIVE COME REAZIONE ALLO STRESS

Le cosiddette “attività sostitutive” e i comportamenti stereotipati (mangiare cose che non dovrebbero, girare sempre in tondo, leccarsi parti del corpo in modo eccessivo, mordersi la coda, bere in modo eccessivo, anoressia o al contrario bulimia) sono molto diffusi nei cani che sono rinchiusi in canile. Alcuni di essi possono arrivare anche ad avere le allucinazioni, cacciano mosche immaginarie o hanno lo sguardo fisso nel vuoto.

Ci sono anche cani che non presentano i comportamenti descritti sopra ma che potrebbero essere molto vicini ad esibirli quando si trovano davanti qualcosa di nuovo e sconosciuto.

Quando qualcuno li adotta si vedono catapultati in un ora o poco più da un ambiente dove non accadeva nulla in uno dove accadono troppe cose e gli stimoli sono troppo forti. Il loro mondo è letteralmente stravolto.

aggressività da paura
E invece di dare loro tempo e fare le cose in modo graduale abbiamo già oltrepassato la “red line” ed ecco che le risposte legate allo stress non si fanno attendere. Ed è così che un cane che mostra i denti o ha le orecchie basse a causa dello stress e della paura può sferrare un attacco in qualsiasi momento se insistiamo ad avvicinarci troppo non riconoscendo i segnali che ci invia. Nel migliore dei casi, un cane in preda alla paura si limita ad urinare o a nascondersi in qualche angolino.

Diventa fondamentale quindi, per ogni proprietario, imparare a “leggere” il linguaggio del cane. Imparare questa meravigliosa “lingua straniera” sicuramente ci aiuterà ad entrare più in sintonia con i suoi stati d’animo e con i suoi bisogni adottando il “suo” punto di vista.

 

L’AMMMMORE NON BASTA

Pensiamo che sia sufficiente dare al nostro nuovo arrivato affetto, giochi e cibo per rassicurarlo e farlo sentire bene quando basterebbero invece due paroline magiche: “tempo” e “calma”. Molto probabilmente la cosa migliore da fare è sedersi e leggere un libro per un paio di ore mentre il nostro amico prende confidenza con il nuovo ambiente. Sicuramente non è come vi siete immaginati il primo incontro, ma state sicuri che è il modo migliore per aiutarlo ad affrontare la sua nuova vita.

Barbara Dimitri

www.addestramentodelcane.com