Perché un corso di obbedienza?

Quando il cane ha imparato i comportamenti per vivere bene in un mondo così diverso e distante dal suo istinto, è un animale più equilibrato, meno stressato, più preparato a incontrare uomini e cani al parco, altre situazioni mai vissute prima.
Valeria Rossi
Tratto da: Ti presento il cane

Perché fare un corso di obbedienza in un campo cinofilo o a domicilio?

La risposta è: per renderlo più libero. A prima vista sembrerebbe paradossale la risposta a questa domanda ma è proprio così.
I nostri amici ci seguono ormai dappertutto: in vacanza, al parco e in città. Diventa perciò fondamentale che lui sia affidabile in ogni circostanza e che noi sappiamo gestirlo sempre con sicurezza.
Un cane educato è un cane libero di andare dovunque (col guinzaglio o senza) tanto se ho bisogno di richiamarlo lui accorre prontamente e se ho bisogno di fermarlo perché sta attraversando la strada mentre passa una macchina lui si ferma; è un cane che sa come comportarsi con gli altri cani e le persone senza incorrere in atteggiamenti aggressivi o paurosi; è un cane felice di fare ogni cosa che noi gli proponiamo di fare.

Molte volte vorremmo fare tanto una semplice passeggiata con il nostro cane ma evitiamo di farla perché magari non sa andare al guinzaglio, abbiamo paura di incontrare altri cani o che scappi una volta lasciato libero o peggio che finisca sotto una macchina. In questo tipo di situazione non è solo il nostro cane ad essere schiavo (un cane costretto sempre a stare in casa) ma siamo schiavi anche noi di lui.
Il cane obbediente non è il cane “robot” che scatta come un soldatino ad ogni nostro comando perché magari ha paura di noi ma è il cane che conosce il significato di alcuni comandi e che obbedisce con gioia perché voi siete per lui il suo faro, la sua guida.
I comandi base (es. seduto, terra, resta, piede, ecc.) infatti non devono essere percepiti come una coercizione ma come un mezzo per cooperare con noi. Ognuno in un gruppo, che sia una famiglia, un team di lavoro ecc., si da da fare per tutti i membri e sa che fare qualcosa perché gli viene chiesto è utile per la sopravvivenza del gruppo. Il nostro cane etologicamente parlando non aspetta altro che “fare qualcosa con noi e per noi”.
Dunque educare il cane significa anche fare qualcosa con lui, entrare più in sintonia con il suo essere. Insegnare qualcosa al proprio cane non ha niente di meccanico ma si impara a capire come il nostro cane pensa, come ci percepisce, si impara a controllare i nostri pensieri e le nostre emozioni in quanto loro non seguono leader instabili. Noi siamo purtroppo l’unica specie animale che lo fa.
È un lavoro che si fa prima di tutto su se stessi: se sono equilibrato e calmo posso comunicare con il mio cane e posso far sì che lui mi segua e mi percepisca come la sua guida. Allora il tempo che passo con lui per educarlo diventa l’opportunità più grande per entrare in sintonia con lui e di cementare la nostra relazione.

Quando iniziare?
Il tempo giusto per iniziare è 2/3 mesi, subito dopo i primi vaccini. È bene che il nostro cane capisca subito in che modo entrare in relazione con noi e con il mondo. Questo non si significa assolutamente che un cane adulto o anziano non possa essere rieducato. Il percorso di EDUCAZIONE si può intraprendere a qualsiasi età. Non è mai troppo tardi! Questa è una falsa credenza.