Perché il cane non risponde al richiamo?

Nei percorsi di educazione cinofila di base che proponiamo presso il nostro centro cinofilo l’insegnamento di un richiamo affidabile è una delle prime cose che si insegna.
Il richiamo è il comando più importante da insegnare al vostro cane per la sua sicurezza soprattutto. Immaginate che stia per attraversare la strada, il fatto che obbedisca o meno al vostro richiamo può fare la differenza tra la vita e la morte.

Può sembrare il comando più facile da insegnare, basterebbe a prima vista pronunciare il nome del nostro amico per aspettarsi che accorra prontamente.
Chi ha un cane però sa benissimo che non sempre si precipita verso di noi quando lo chiamiamo.
Ciò non dipende tanto dalla cattiva volontà del cane ma da un addestramento che non è stato fatto in modo adeguato ed efficace.
Ci sono tantissimi motivi per cui potrebbe rifiutarsi di rispondere al richiamo.
Uno dei più importanti è quando il richiamo è stato insegnato con metodi che utilizzano la punizione e non il rinforzo positivo e consistente.

Ecco i motivi più frequenti per cui il cane non risponde al richiamo:

  • AVETE CREATO UN CLIMA DI APPRENSIONE
    Un esempio concreto in cui tutti noi possiamo riconoscerci è il seguente: se il cane ha fatto qualcosa che non doveva fare e noi lo richiamiamo con tono rabbioso, lui imparerà ad associare il comando ad emozioni negative come la rabbia e la frustrazione e questo nell’universo emotivo canino viene letto come punizione.
  • NON AVETE PRATICATO ABBASTANZA IL COMANDO
    Solitamente il “richiamo” è il comando che si pratica meno in quanto è molto semplice da insegnare, è molto intuitivo per il cane e una volta che lo ha capito si tende ad interrompere il training.
    Il comando dovrebbe essere praticato molte volte ogni giorno e soprattutto in situazioni ed ambienti diversi introducendo distrazioni in modo graduale.
    Avviene per esempio che risponda prontamente al “vieni” in casa o nel giardino, poi una volta fuori in strada, luogo dove sicuramente le distrazioni sono maggiori, ci sembra quasi che non conosca più la parola. In tal caso significa solo una cosa, che il cane non è stato allenato gradualmente a rispondere al comando in una situazione dove sono presenti delle distrazioni.
    Il consiglio è di insegnare il “vieni” prima in luoghi ove non siano presenti molte distrazioni, per es. in casa. Dopo un po’ di ripetizioni e rinforzi, si può aumentare il livello di distrazioni spostandosi in giardino dove le distrazioni sono maggiori (odori insoliti, altri animali, passanti). Dopo un adeguato rinforzo del comando nel giardino, si può procedere a provare il comando fuori in strada o al dogpark. Assicuratevi sempre però di operare in condizioni di massima sicurezza, dove non ci sia il pericolo che il cane vada a finire sotto una macchina.
    Ultimo fattore da non trascurare è l’entità del premio. Il comando “vieni” dovrebbe essere associato a qualcosa di molto prelibato e appetitoso, qualcosa che non si usa per allenare altri comandi. Potreste usare per esempio del pollo, pezzetti di formaggio, wuerstel o altro che al vostro cane sia di molto gradimento e che non usate abitualmente come cibo.
  • “VIENI” SIGNIFICA “FINE DEL DIVERTIMENTO”
    Se siete ai giardini pubblici o in un dogpark e il vostro cane è libero di giocare con altri cani, annusare, scavare, insomma è libero di fare tutte quelle cose che per un cane sono altamente premianti, e voi lo richiamate per mettergli il guinzaglio e per riportarlo a casa, questo sarà interpretato dal vostro amico come una sorta di punizione e la volta seguente sarà riluttante a rispondere al richiamo. Potete invece richiamarlo e premiarlo con qualcosa che è altamente rinforzante, qualcosa che sia più o tanto appetibile di ciò che ha lasciato di fare. Per esempio potreste richiamarlo e giocare con lui con il suo gioco preferito; oppure premiarlo con un premio alimentare di alto valore come esposto sopra; o anche premiarlo facendolo continuare ad annusare e a passeggiare in un altro luogo.
    Nella sua mente il cane sceglie sempre quello che è “più conveniente”, e come dargli torto!

Questo video dimostra benissimo quanto esposto in questo articolo:

 

 

 

 

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