I cani non nascono col manuale di istruzioni

 

L’approccio comune all’addestramento e all’educazione del cane si riduce a voler risolvere i problemi comportamentali. É quello che chiedono i proprietari di cani quando vanno  da un educatore e dicono “ho un problema”.
Nove volte su dieci quello che per noi è problema comportamentale per il cane è un modo di comportarsi normale e naturale. Il solo problema è che questo modo naturale non si accomoda bene nel mondo degli umani.
Il rosicare oggetti, il rubare il cibo, il saltare sulla gente, lo scavare buche in giardino, l’abbaiare o il morsicare le mani per gioco, insomma, tutte queste cose non sono il “male”, hanno la pecca di essere solamente “sconvenienti” per noi umani.
Molti ancora, purtroppo, giustificano tali comportamenti con il “mito della dominanza”: se il cane mi salta addosso o ruba il cibo dal tavolo senza il mio permesso significa che mi vuole dominare. In poche parole, i cani starebbero al mondo per sfidare in continuazione la nostra autorità e per farci i dispetti. Questo modo di pensare la relazione con il cane sfortunatamente ha portato molti proprietari a sbarazzarsi del proprio animale nel migliore dei casi abbandonandolo.
I cuccioli purtroppo non nascono con il manuale di istruzioni accluso per sopravvivere nel nostro mondo. A dire il vero, a molti di noi piacerebbe che questo manuale avesse come titolo “COME COMPIACERE IL MIO UMANO“. 

 

 Anzi, vengono al mondo proprio con comportamenti programmati (da madre natura) ad infastidirci e a farci incazzare. Eh sì, sembra proprio un complotto ordito da madre natura per disturbare l’esistenza di noi umani, esseri superiori e padroni del mondo!
Il cane ragiona in questo modo “vedo cibo, mangio cibo”. Se il cibo sta sul tavolo, semplicemente diventa per il cane una risorsa disponibile. Come vi comportereste voi di fronte ad una tavola imbandita di dolci se sapeste che nessuno è nei paraggi? Anche se la vostra buona educazione vi impone di non cedere alla tentazione, quanto meno ne siete tentati, e per un solo istante avete immaginato di rubarne qualcuno.

Non è dunque una questione di “sfida all’autorità” (e già questo presupporrebbe una relazione distorta con il vostro amico, non certo basata su una base collaborativa ma su chi è su un gradino superiore e chi è su quello inferiore), ma è una questione di “disponibilità della risorsa”.
Invece di pensarla in questo modo e rimproverarlo, perchè non essere più costruttivi ed insegnargli che è più “conveniente” rinunciare alla risorsa che andare a prenderla?

Qui trovate un video dimostrativo di come si può educare il nostro amico ad ignorare il cibo sul tavolo e come far sì che questo diventi un comportamento del tutto naturale:

Per i nostri cani e per tutti gli animali con cui noi umani stabiliamo una relazione non è cosa facile destreggiarsi nel nostro mondo complicato. É come se noi andassimo un paese straniero dove nessuno parla la nostra lingua.
Loro sicuramente fanno un sforzo immane per comprendere le nostre regole, semplicemente perchè ci amano. Sarebbe giusto anche che noi ci sforzassimo di venir loro incontro almeno cercando capire le “loro ragioni”.

 

Happy training!

Barbara Dimitri (educatore cinofilo)

 

 

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