Non mi dire sempre cosa fare

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I nostri cani sono costantemente manipolati attraverso comandi vocali, posture e gesti che utilizziamo nel quotidiano per interagire con loro e allo scopo di ottenere comportamenti.

Facendo un paragone in ambito umano, è come se noi facessimo i compiti al posto dei nostri figli.

 

I genitori sanno benissimo che così facendo i loro pargoli prendono voti più alti; non impareranno mai però, ad acquisire quelle abilità fondamentali che sono necessarie a cavarsela nella vita come autonomia, capacità di pensare per risolvere un problema e quella competenza emotiva che è così importante per poter ragionare che è la “calma”.

 

La stessa cosa vale per i nostri cani. Se noi costantemente diciamo loro cosa fare, chiedendogli obbedienza, dicendo in continuazione “no” o usando strumenti quali il guinzaglio per manipolarli, o usando la pressione della postura per intimargli un seduto per es., non facciamo altro che inibire la loro capacità di ragionare per trovare soluzioni e perché no, anche la loro capacità di scelta.

 

I cani come i bambini dovrebbero imparare l’abilità fondamentale di “risolvere i problemi” quando gli si presentano. Fornendo loro una buona “motivazione” (il cibo o il gioco) affinchè attuino comportamenti frutto di ragionamento, li aiuta ad acquisire quelle abilità fondamentali e quelle “competenze emotive” di cui si è detto sopra. Un cane stressato o troppo eccitato non ha la capacità di ragionare. Il cortisolo che è l’ormone dello stress, inibisce il ragionamento.

 

Basta insegnare ai nostri amici una piccola serie di competenze e comportamenti di base, tutto il resto può essere acquisito mediante attività che sfruttano la capacità di ragionamento e di problem solving dell’animale.

 

Compito: “Cosa faccio quando………(riempi lo spazio)”. Se la risposta del cane a questa domanda è girare su se stesso, esibire comportamenti di stress, perdere il controllo o diventare disattento o addirittura reattivo significa che ha pochi “strumenti” emotivi e comportamentali a cui attingere.

 

E se gli strumenti sono pochi continuerà ad usare quelli che sono disponibili all’istante e che gli sono familiari, quelli che è abituato ad usare. In poche parole, se la “cassetta degli attrezzi” comportamentale del vostro cane include solamente comportamenti reattivi ed impulsivi e poco altro, userà quelli che gli sono serviti in passato e che lui pensa siano efficaci per qualsiasi situazione problematica gli si presenti nel presente.

Il cane ha bisogno di imparare ad affrontare nuove situazioni senza attingere ai “vecchi” strumenti. Per fare questo nella sua mente nuovi comportamenti devono prendere il posto dei vecchi.

Per intenderci, i “vecchi” strumenti saranno sempre lì, ma verranno utilizzati sempre meno se gli si insegna, tramite l’utilizzo del rinforzo positivo attraverso il cibo per es., che comportamenti di calma e relax pagano di più.

 

Barbara Dimitri (educatore cinofilo e rieducatore comportamentale)

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