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Quando si può dire che un comportamento è appreso al 100%

 

Succede spesso che proprio quando pensiamo “ormai questa cosa il mio cane la sa fare bene” si verifica una situazione in cui sembra che il nostro amico sembra aver disimparato tutto.

Perché avviene questo? E soprattutto come fare in modo che un comportamento si verifichi in ogni situazione? Cosa rende un comportamento affidabile?

 

Al rifiuto del cane di mettere in atto un comportamento richiesto molti proprietari pensano che stia cercando di sfidarli o peggio, che stia cercando di fare il dominante. Una cosa è certa, non è nell’intenzione del cane crearci frustrazione o farci dispetti di nessun genere. Queste sono ripicche che sembrano appartenere più alla gamma dei comportamenti umani che dei comportamenti canini.

 

Perchè il cane dovrebbe dunque rifiutarsi di mettere in atto un comportamento che gli chiediamo di fare?

 

La risposta al problema si può riassumere in 2 concetti che probabilmente sono venuti a mancare nell’ addestramento:

  • mancanza di generalizzazione del comportamento
  • lavoro insufficiente per “mettere alla prova” il comportamento su cui si è lavorato.

 Sentite spesso dire dagli addetti ai lavori: “i cani non hanno la capacità di generalizzare”. Cosa significa questo concetto?

Prendiamo come esempio un comportamento che quasi tutti i cani sanno fare, il “seduto”.

Il “seduto” insegnato in casa non equivale al seduto al campo di addestramento, fuori casa o in una situazione in cui ci sono dei bambini che corrono o gridano o un gatto che passa. Se abbiamo sempre chiesto al nostro cane di fare il seduto in casa possiamo sicuramente aspettarci che non lo faccia con la stessa solerzia in una delle situazioni appena elencate.

 “Generalizzare” nel gergo tecnico dell’addestramento significa “l’abilità di rispondere ad uno stimolo a prescindere dalle influenze e distrazioni ambientali”.

 Un comportamento è appreso quando è stato “messo alla prova” da una serie di criteri che sono:

  • distanza
  • distrazioni
  • durata
  • precisione
  • latenza
  • velocità

 Analizziamoli uno ad uno.

Distanza: il fatto che il cane risponda ad un comando di fronte a voi non significa che sappia rispondere allo stesso modo quando si trova a 3 mt da voi. Lo stesso comportamento va allenato aumentando gradualmente la distanza. Per fare un esempio pratico, se richiamo il mio cane a 5 mt da me sicuramente accorrerà prontamente (sempre se è stato allenato a farlo), ma se lo richiamo ad una distanza di 20 mt ci sono molte probabilità che non venga. Per lui il richiamo fatto a 5 mt è una cosa diversa dal richiamo fatto a 20 mt.

 Distrazioni: prendendo sempre l’esempio del richiamo, se chiedo al mio cane di venire da me in casa sicuramente non esiterà a rispondere, ma se lo faccio quando sta passando un gatto o uno scoiattolo o anche mentre sta volando una foglia è molto probabile che le cose cambino drasticamente. Ci apparirà stranamente sordo, come se non avesse mai imparato in vita sua a rispondere al richiamo. La risposta è semplice, il cane non è abituato a rispondere in presenza di distrazioni. Il comportamento va dunque “provato” introducendo, sempre in modo graduale, più distrazioni possibili.

 Durata: quante volte abbiamo chiesto al nostro cane di mettersi in una posizione di “terra” e subito si è alzato mettendosi seduto. Se desiderate che il cane mantenga la posizione bisognerebbe lavorare sulla durata del comportamento allungando impercettibilmente e gradualmente i tempi prima di premiarlo per il comportamento richiesto.

 Precisione: vale soprattutto per quei cani che partecipano a delle competizioni in cui è richiesta accuratezza nell’esecuzione dei vari comportamenti. Una volta ottenuto il comportamento desiderato si potrebbe lavorare sulla precisione e sull’accuratezza premiando quei comportamenti che si avvicinano alla perfezione da noi desiderata e ignorando quelli che non ci convincono.

 Latenza: è il tempo che intercorre da quando chiedete al cane di fare qualcosa e il momento in cui esegue il comportamento. Se desiderate che si sieda appena glielo chiedete dovete lavorare sulla velocità di esecuzione dal momento in cui gli date il comando.

 Velocità: è il tempo che intercorre tra l’istante in cui l’animale inizia il comportamento e l’istante in cui lo completa. Se richiamiamo il cane e vediamo che se la prende comoda a venire da noi significa che non abbiamo lavorato abbastanza sulla velocità di esecuzione del comando.

 

 Barbara Dimitri (educatore cinofilo)

 

 

Cosa significa quando il cane svia lo sguardo

 

Il guardare da un’altra parte è un segnale del cane per comunicare:

  1. intento non minaccioso
  2. evitamento
  3. disimpegno dalla situazione

Questo segnale sottile ma importante può mitigare la tensione tra due cani o indicare che il soggetto non è a suo agio durante un’interazione con altri cani o con persone. 

 

Barbara Dimitri (educatore cinofilo)

 

 

QUESTO NON E’ IL SOLITO ARTICOLO SUI BOTTI: COSA DICE LA SCIENZA E ALCUNI CONSIGLI PRATICI

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Non vi è nulla di sbagliato nel confortare il vostro cane se ha paura dei botti. 

Molti pensano che consolare il cane quando prova paura contribuisca a renderlo ancora più pauroso. Niente di più sbagliato.
La PAURA è un’EMOZIONE non un comportamento, di conseguenza non può essere rinforzata.

 Nella scienza del comportamento animale solo i comportamenti possono essere rinforzati non le emozioni.

Dopo l’olfatto inoltre, il senso più sviluppato e specializzato del cane e degli animali in genere è sicuramente l’udito; ciò significa che percepiscono suoni e rumori con una intensità 4 volte più grande rispetto a noi. Ogni volta che sentono un botto è come se gli scoppiasse il cuore.

Alcuni consigli pratici che aiuteranno i nostri amici a superare questa notte un po’ “rumorosa”:

  • Consentire al cane di trovarsi un nascondiglio dove si possa sentire più protetto
  • Se cerca la nostra vicinanza consentirglielo, e non abbiate paura di carezzarlo o di dirgli parole dolci, non renderete la sua paura più forte di quello che è già. Voi siete il suo punto di riferimento sicuro ed è normale che cerchi di starvi vicino.
  • Camuffate il rumore dei botti fuori con musiche o Tv ad un volume un po’ più alto in casa.
  • Se possibile, preparate dei premi che il vostro cane considera molto appetitosi (pollo, formaggio o altro) che gli darete ogni qualvolta si verifica un’esplosione. Questa tipologia di premi deve essere usata solo per i rumori forti e non per lavorare su altri tipi di comportamenti. Vogliamo che il cane faccia un’associazione positiva: il rumore preannuncia qualcosa di buono (CONDIZIONAMENTO CLASSICO). Lo stimolo pauroso deve sempre preannunciare il premio, almeno nella fase iniziale di questo tipo di lavoro. Se avete la possibilità di sapere in anticipo giorni e orari in cui  i botti vengono sparati, tenete sempre a disposizione i premi di cui ho parlato sopra e dateglieli ogni qualvolta sente il rumore. Cosa importantissima, il premio va erogato 1/2 secondi dopo l’esposizione allo stimolo pauroso (in questo caso il rumore del botto) e mai contemporaneamente. Come scritto precedentemente, lo stimolo pauroso deve preannunciare qualcosa di buono

Con l’augurio che di anno in anno ci sia più consapevolezza di quanto questa tradizione sia inutile e dannosa per l’ambiente e gli animali di ogni specie compresi gli umani. Mi auguro inoltre, che in un paese tradizionalista come l’Italia si agisca qualche volta in nome della CIVILTÀ e non solo e sempre in nome della TRADIZIONE.

 

Barbara Dimitri (educatore cinofilo)

 

 

5 cose fontamentali di cui ha bisogno il tuo cane

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Vi è una certa confusione nell’opinione comune su quali siano le esigenze dei cani.

Cibo, acqua e una cuccia sicuramente sono fondamentali per la sopravvivenza materiale del corpo, ma da soli non bastano al suo equilibrio mentale e sicuramente non lo rendono veramente felice.
Se siete proprietari responsabili allora troverete sicuramente nella lista qui sotto 5 cose che già assicurate al vostro amico. Queste piccole 5 cose basterebbero da sole a prevenire e a risolvere ogni problema comportamentale.

Routine. I cani sono animali abitudinari. Hanno bisogno di una routine quotidiana e che sia sempre quella. Cambiamenti repentini o sorprese improvvise sono causa di stress.

Stimolazione mentale. Hanno bisogno di tenere la mente occupata con giochi, Kong (o giochi simili da cui procacciarsi il cibo) o altro tipo di attività mirata, come ad esempio addestrare il cane ad abilità particolari, giochi di fiuto ecc.

Interazione sociale. Essendo animali altamente sociali (il bisogno di socialità è un bisogno primario come il cibo e l’acqua), hanno bisogno di interagire quotidianamente con persone o loro simili. L’isolamento è una delle peggiori forme di maltrattamento che l’uomo possa infliggere a queste splendide anime.

Esercizio fisico. Di quanta attività fisica il vostro cane abbia bisogno dipende molto dall’età e dalla razza. Ad ogni modo si deve fare il possibile per assicurare al vostro amico un esercizio fisico quotidiano. Per esercizio fisico non si intende assolutamente la passeggiatina di un quarto d’ora per espletare i bisogni corporali ma passeggiate all’aperto a passo veloce o sport tipo agility che consentano al cane di stancarsi.

Una buona nutrizione. È più importante di quanto possiate credere. Molti problemi comportamentali sono causati da una dieta troppo povera o troppo ricca. Non date al vostro cane quello che capita. Leggete le etichette dei cibi preconfezionati per familiarizzare con gli ingredienti. Che gli facciate fare una dieta casalinga o industriale, chiedete al vostro veterinario di fiducia informazioni sui bisogni nutrizionali del vostro cane.

Barbara Dimitri (educatore cinofilo)

 

 

Una guida con 10 semplici regole da seguire per educare il tuo cane.

Cambiare l’approccio con il cane cambiando il modo di pensare può fare la differenza nella relazione. Le cose da fare e gli errori da evitare.

Una guida con 10 semplici regole da seguire per educare il tuo cane.Abbiamo pensato a questa guida per cercare di dare delle risposte concrete e facilmente applicabili ai problemi più comuni e ricorrenti tra i proprietari di cani.

Alcune delle domande più frequenti infatti sono: Come insegnargli a non tirare al guinzaglio? Come faccio a non fargli fare la pipì e la popò un casa? Come abituarlo alla calma anche quando è solo in casa?

In questa breve guida, facile e piacevole da leggere perché molto concreta, troverete le indicazioni sui comportamenti da tenere per dare i giusti segnali al vostro animale domestico. Per ogni problema troverete consigli e suggerimenti su cosa fare e cosa non fare.

Questi suggerimenti valgono in linea generale e per cani con particolari problemi comportamentali potrebbe essere necessario un approccio differente.

A chi non trovasse riscontro positivo, mettendo in pratica quanto suggeriamo, consigliamo di utilizzare il nostro servizio di supporto cinofilo on-line gratuito per sottoporre all’attenzione della nostra educatrice cinofila il proprio caso particolare o di scrivere nel forum per un confronto e uno scambio di idee.

Se avete bisogno di una guida e di un programma di educazione, anche di poche lezioni, è possibile concordare un appuntamento scrivendo a [email protected].

Vi lasciamo alla lettura della guida che, se volete, potete anche scaricare in formato PDF e stampare. Semplicemente registrandovi gratuitamente a questo sito, in pochi click, potrete visualizzare il link per il download riservato agli utenti registrati.

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